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Anno all’Estero

L’anno all’estero in Francia

Un trimestre, un semestre o un anno intero in un liceo francese, in famiglia o in collegio. Il francese imparato sul serio, a due ore da casa. Dai 14 ai 18 anni.

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Scuola vera, non un parcheggio.

La scuola francese, poi, è una scuola seria. Le giornate sono lunghe, il ritmo è sostenuto, si studia con metodo. Un ragazzo italiano ci si ritrova abbastanza in fretta — il liceo francese e quello italiano si assomigliano più di quanto si pensi — ma trova anche un’idea di rigore e di organizzazione che si porta dietro al rientro. Non è un parcheggio piacevole all’estero: è un anno di scuola vera, in un’altra lingua.

Il sistema scolastico

Come funziona la scuola in Francia

Com’è organizzata la scuola

In Francia la scuola secondaria si divide in due tappe: il collège (più o meno la nostra scuola media più il primo anno di superiori) e il lycée, il liceo vero e proprio, che dura tre anni — seconde, première e terminale. Il lycée si chiude con il baccalauréat, l’esame di Stato. Uno studente italiano in scambio viene inserito di norma in seconde o in première, in base all’età e al percorso fatto in Italia. La terminale si evita di solito, perché è l’anno dell’esame finale: non avrebbe senso caricare uno studente in scambio di un esame che non gli serve. Il referente locale propone la collocazione e ne parliamo insieme prima della partenza.

Le materie e la scelta dei corsi

Fino alla seconde si studiano molte materie, un po’ come nel biennio italiano. Dalla première arriva la novità del sistema francese: accanto a un gruppo di materie comuni a tutti — francese, storia-geografia, lingue straniere, educazione fisica, una materia di educazione civica e scientifica — lo studente sceglie alcune “spécialités”, cioè le materie su cui vuole concentrarsi (matematica, scienze, scienze economiche e sociali, lingue, arti, e altre). È un margine di scelta che in Italia non esiste, e per molti ragazzi italiani è uno degli aspetti più interessanti dell’anno.

Voti e valutazione

In Francia si valuta in ventesimi: i voti vanno da 0 a 20, e la sufficienza è 10. Difficilmente si vedono voti vicini al 20 — un 14 o un 15 è già un ottimo risultato, e questo all’inizio può sorprendere una famiglia italiana abituata a un’altra scala. Quello che conta è la “moyenne”, la media di ogni materia, calcolata su compiti, interrogazioni e prove durante tutto il trimestre. Il baccalauréat, l’esame finale, combina la valutazione continua degli ultimi due anni con alcune prove conclusive. Per chi parte per un trimestre o un semestre l’esame finale non è il punto: conta l’esperienza dell’anno e la valutazione di classe.La prima cosa che colpisce uno studente italiano è la lunghezza della giornata: in Francia si entra la mattina presto e spesso si esce nel tardo pomeriggio, con la pausa pranzo a metà — molti studenti mangiano alla “cantine”, la mensa scolastica. È un ritmo impegnativo, ma ci si abitua. Lo sport, a differenza dei paesi anglosassoni, non vive dentro la scuola: l’educazione fisica è una materia, mentre lo sport agonistico si pratica nei club del territorio o nell’associazione sportiva scolastica, spesso il mercoledì pomeriggio. Chi vuole continuare il suo sport durante l’anno lo fa iscrivendosi a una società locale, e lo aiutiamo a orientarsi.

Il calendario scolastico

L’anno scolastico francese va da inizio settembre a inizio luglio ed è organizzato in tre trimestri. Le vacanze sono frequenti e ben distribuite: circa due settimane a fine ottobre (Toussaint), due a Natale, due a febbraio e due in primavera, oltre alle vacanze estive. C’è una particolarità da conoscere: la Francia è divisa in tre “zone” e le vacanze di febbraio e di primavera cadono in settimane diverse a seconda della regione, per non far muovere tutto il paese insieme. Chi parte per un trimestre sceglie di norma settembre-dicembre; per un semestre si può scegliere settembre-febbraio oppure febbraio-luglio.

I programmi · prezzi

Quanto costa un anno in Francia

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Cosa ti aspetta in Francia

La scuola & il curriculum

La scuola secondaria si divide in collège e lycée. Il lycée dura tre anni — seconde, première, terminale — e finisce con il baccalauréat. Uno studente in scambio entra di norma in seconde o in première: la terminale si evita, perché è l’anno dell’esame di Stato.

La destinazione

Perché studiare in Francia

01

A due ore di treno

La Francia è la scelta delle famiglie che vogliono un’esperienza di studio all’estero seria, ma senza l’oceano in mezzo. È il paese confinante: due ore di treno o di volo, nessun fuso orario, la stessa moneta, una cultura abbastanza vicina da non spaesare e abbastanza diversa da insegnare qualcosa. Per un genitore che lascia partire il figlio per la prima volta, sapere che la Francia è a portata di mano conta — e conta anche capire che, pur così vicina, è davvero un altro paese.

02

Una seconda lingua, vera

Diciamo subito la cosa che molte famiglie pensano e non sempre dicono: “ma perché la Francia e non un paese di lingua inglese?”. È una domanda giusta. La risposta è che un anno in Francia non sostituisce l’inglese, lo affianca. Il francese si studia già nelle scuole italiane, è una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea e si parla in una trentina di paesi nel mondo: un ragazzo che torna da un anno in Francia ha in mano una seconda lingua straniera vera, non scolastica, mentre l’inglese continua a coltivarlo a casa. E c’è un valore in più, meno misurabile: vivere un anno in un paese non anglofono obbliga a costruirsi tutto da capo, e questo forma il carattere in un modo che un contesto più familiare non ottiene.

03

Torni con un francese vero

E intorno alla scuola c’è la Francia: i mercati del sabato, il pranzo lungo della domenica, le regioni che cambiano volto ogni duecento chilometri — la Bretagna, la Provenza, le Alpi, i castelli della Loira. Un ragazzo che fa un anno in Francia torna con un francese che funziona, con un palato più curioso e con la sensazione di aver capito da vicino un paese che, da turista, aveva solo attraversato. chi c’è già stato

Le loro parole

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Domande frequenti sull’anno scolastico in Francia

Quanto costa un trimestre, un semestre o un anno in Francia?

Dipende dalla durata, dalla regione e dalla formula di alloggio. In famiglia, con liceo pubblico, un trimestre parte da € 5.700, un semestre da € 7.200, un anno intero da € 9.900. In collegio l’anno parte da € 18.250: per il collegio trimestre e semestre non sono disponibili. Il prezzo comprende la scuola, il vitto e l’alloggio, l’assistenza del referente locale e la nostra consulenza. Non comprende il viaggio, l’assicurazione e le spese personali. La Francia è, insieme alla Spagna, una delle destinazioni più accessibili che proponiamo, anche perché la vicinanza tiene basso il costo del viaggio. I costi esatti li definiamo durante la consulenza gratuita, dopo aver individuato la scuola, la zona e la formula più adatte a tuo figlio o tua figlia.

Che livello di francese serve per partire?

Aiuta avere una base, indicativamente un A2 o un B1, cioè il francese che si costruisce in un paio d’anni di studio alle medie e alle superiori. Non serve invece arrivare già “pronti”: l’anno all’estero esiste proprio per quello, e nessun corso porta al livello che porta l’immersione. Le prime settimane sono le più faticose — è normale sentirsi un po’ persi — ma intorno alla quarta o quinta settimana quasi tutti gli studenti raccontano lo stesso passaggio: il francese smette di essere uno sforzo e comincia a venire da solo. Se la base di partenza è molto leggera, lo valutiamo insieme e ti diciamo con franchezza se conviene rafforzarla prima.

Il francese serve davvero, oggi che la lingua è l’inglese?

È la domanda più onesta che ci fanno, e merita una risposta altrettanto onesta. L’inglese resta la lingua di riferimento, su questo nessun dubbio. Ma un anno in Francia non toglie nulla all’inglese: lo affianca. Il francese è una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea e si parla in una trentina di paesi tra Europa, Africa e Nord America. Un ragazzo che torna da un anno in Francia ha una seconda lingua straniera reale, mentre l’inglese continua a praticarlo a casa, nei viaggi, online. E c’è un punto che vale anche di più: fare un anno in un paese non anglofono costringe a costruirsi tutto da zero, e questo tipo di fatica forma il carattere. Molte famiglie scelgono la Francia esattamente per questo.

Meglio la famiglia ospitante o il collegio?

Non c’è una risposta valida per tutti. La famiglia ospitante è la formula più immersiva: il francese si sente in ogni momento della giornata, dentro e fuori dalla scuola, ed è anche la scelta più contenuta nei costi. Il collegio — l’internat di una scuola francese — offre invece un ambiente più strutturato, con giornate scandite e adulti di riferimento sempre presenti; le lezioni e la vita quotidiana restano comunque in francese, quindi l’immersione linguistica non cambia. Conta molto il carattere del ragazzo: chi è più indipendente spesso preferisce la famiglia, chi ha bisogno di ritmi definiti si trova meglio in collegio. In consulenza ragioniamo su questo prima ancora che sui costi.

In che classe verrà inserito mio figlio?

Dipende dall’età e dall’anno frequentato in Italia. In genere uno studente italiano in scambio viene inserito in seconde o in première, cioè nei primi due anni del liceo francese. La terminale, l’ultimo anno, si evita quasi sempre: è l’anno del baccalauréat, l’esame di Stato francese, e non avrebbe senso far affrontare a uno studente in scambio un esame che non gli serve per il percorso italiano. La collocazione precisa la propone il referente locale e la decidiamo insieme prima della partenza.

L’anno in Francia viene riconosciuto in Italia?

Sì. Per un semestre o un anno di quarta o quinta, tuo figlio rientra in Italia e riprende il suo percorso. Si applica la normativa del Ministero dell’Istruzione (nota 843/2013) che riconosce l’anno di studio all’estero e prevede il reinserimento nella classe successiva dopo un colloquio. Il consiglio di classe italiano resta il riferimento per le modalità pratiche, e conviene parlarne con la scuola di provenienza prima di partire. Ti aiutiamo noi a preparare la documentazione da presentare.

Serve il visto per la Francia?

No. La Francia fa parte dell’Unione Europea: uno studente italiano non ha bisogno di alcun visto, qualunque sia la durata del soggiorno. Per viaggiare basta la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto. Restano da sistemare l’assicurazione sanitaria e di viaggio e la tessera sanitaria europea, che dà accesso alle cure di base durante il soggiorno: sono procedure semplici e ti guidiamo noi.

È vero che la scuola francese è molto dura?

In parte sì, e preferiamo dirlo prima. Le giornate sono lunghe, il ritmo di studio è sostenuto e l’approccio è metodico, a tratti più formale di quello italiano. Non è però un muro: il liceo francese e quello italiano hanno la stessa impostazione di fondo, e uno studente italiano ci si ritrova abbastanza in fretta. Nelle prime settimane può sembrare tanto, soprattutto perché tutto avviene in un’altra lingua. Poi il ritmo diventa abitudine, e quel metodo è una delle cose che i ragazzi si portano a casa al rientro. Il referente locale e gli insegnanti seguono lo studente proprio nelle prime settimane, quelle in cui il carico si sente di più.

Quali requisiti servono per partire?

Età. Per un anno o semestre scolastico servono tra i 14 e i 18 anni al momento della partenza. Alcuni programmi accettano anche studenti di 13 anni per il semestre. Francese. Non serve un livello minimo. Non devi essere bilingue — la maggior parte degli studenti migliora in modo significativo già nei primi mesi. Non sono richiesti test ufficiali ma un test informale prima di partire. Visto. Essendo la Francia un Paese UE, per i cittadini italiani non è richiesto un visto per studiare. Ti guidiamo comunque su documentazione e adempimenti sul posto. Pagella. Le scuole richiedono una media scolastica sufficiente (in genere almeno il 6 in tutte le materie) e l’assenza di debiti formativi. Alcune boarding school chiedono requisiti più alti.

La quota comprende

Sempre incluso

  • Iscrizione e frequenza a scuola
  • Orientamento pre-partenza (studente + famiglia)
  • Coordinatore locale nel Paese ospitante
  • Referente italiano dedicato prima, durante e dopo
  • Supporto al riconoscimento dell’anno in Italia

Solo Exchange · Classic

  • Abbinamento con famiglia ospitante volontaria

Solo Select · Famiglia e Boarding

  • Selezione e iscrizione alla scuola scelta (e abbinamento con la famiglia, nel Select in Famiglia)
  • Transfer da/per l’aeroporto

Non compreso

  • Spese personali, materiale scolastico, uniforme, gite
  • Test linguistici, traduzioni e legalizzazioni
  • Quota Doppio Diploma e corsi integrativi (se scelti)
  • Assicurazioni integrative, come l’annullamento
Condizioni di pagamento

Exchange · Classic e VIP

  • Iscrizione 500€
  • Acconto 1.500€ all’accettazione dell’application
  • 50% del pacchetto entro il 30 gennaio · saldo entro il 30 aprile
  • Con bando ITACA: +500€ semestre / +1.000€ anno

Select · Famiglia e Boarding

  • Il costo del programma si paga direttamente alla scuola (la cifra “da €…” indicata nella card)
  • Consulenza Empowering Students: 500€ assessment + 1.500€ all’accettazione dell’application, più IVA

Early Bird: condizioni agevolate confermando entro 15 giorni dall’invio dell’offerta

Bando ITACA · INPS

Che differenza c’è tra Classic Exchange, Select in Famiglia e Select in Boarding?

Cambiano due cose: quanto puoi scegliere e dove vivi.
Classic Exchange — vivi in una famiglia volontaria, e la destinazione la decidono le famiglie all’estero: sono loro a scegliere lo studente.
Select in Famiglia — scegli la scuola o il distretto e vivi in una famiglia selezionata: più controllo sull’esperienza fin dall’inizio.
Select in Boarding — studi in una scuola pubblica o privata e vivi nel campus o in una residenza lì accanto, scegliendo sia la scuola sia la destinazione.
Se hai in mente l’esperienza che cerchi ma non sai quale programma faccia per te, in una videocall di 45 minuti lo capiamo insieme.

Come vengono scelte le famiglie e le scuole che ospitano?

Sono selezionate e verificate da noi stessi o dai partner locali con cui lavoriamo da anni, con gli stessi controlli in tutti i programmi. Nei programmi Classic le famiglie sono volontarie; nei Select ricevono un rimborso spese. In tutti i casi ospitano perché credono nello scambio culturale: è questo che rende l’accoglienza autentica.
Sono scuole pubbliche o private selezionate e verificate da noi stessi o dai partner locali con cui lavoriamo da anni, con gli stessi controlli in tutti i programmi.

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