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Come scegliere la vacanza studio: le nove domande da fare prima di prenotare

Prenotare una vacanza studio è facile; sceglierla bene un po’ meno. Queste sono le nove domande che faremmo noi — a qualunque organizzatore, noi compresi — prima di firmare. Sotto ogni domanda trovate la nostra risposta, così sapete già come la pensiamo.

1. Quanti anni ha vostro figlio, davvero?

Perché conta. L’età anagrafica dice poco: contano autonomia, esperienza fuori casa e voglia di partire. Un dodicenne che ha già fatto campi estivi in Italia parte sereno; un quattordicenne alla prima esperienza può avere bisogno di un gruppo più seguito.

La nostra risposta

Nel colloquio partiamo da qui, non dal catalogo: prima capiamo chi parte, poi scegliamo dove. Se l’autonomia non c’è ancora, meglio un camp multiattività molto strutturato che un programma teen.

2. College o famiglia ospitante?

Perché conta. Il college dà campus, supervisione continua e vita di gruppo internazionale; la famiglia dà immersione nella vita locale e nella lingua di tutti i giorni. Nessuna delle due è “meglio” in assoluto.

La nostra risposta

Sotto i 13-14 anni consigliamo quasi sempre il campus: staff dedicato, orari chiari, zero tempi morti. La famiglia rende di più con ragazzi già autonomi e con una durata di almeno due settimane.

3. Quante ore di lezione, e chi insegna?

Perché conta. Un conto è un corso vero — docenti qualificati, classi per livello, un test finale — un conto è “l’inglese” come contorno delle attività. Chiedete le ore settimanali effettive e le qualifiche di chi insegna.

La nostra risposta

Nei nostri programmi lo diciamo prima, pagina per pagina: dove il corso è strutturato (ore e certificazione), dove l’inglese si impara sul campo — sport, attività, vita di gruppo — e dove è opzionale. Sono esperienze diverse, e vanno scelte per quello che sono.

4. Chi altro c’è nel gruppo?

Perché conta. Se il gruppo è tutto italiano, l’inglese resta in aula. La nazionalità dei compagni è una delle variabili che incidono di più sul risultato linguistico.

La nostra risposta

Chiedete la composizione tipica del gruppo dell’anno precedente. Nei college internazionali che proponiamo i ragazzi arrivano da più Paesi; dove il gruppo è prevalentemente italiano — capita nei camp sportivi — lo diciamo, perché l’obiettivo lì è lo sport.

5. Cosa si fa il pomeriggio e nel weekend?

Perché conta. Le ore fuori dal corso sono la maggior parte del soggiorno. Attività, escursioni e serate vanno guardate voce per voce: incluse o a pagamento?

La nostra risposta

Chiedete il programma settimanale reale, non la brochure: quante escursioni, quali attività serali, cosa costa extra. Nei nostri programmi pensione completa e attività principali sono incluse; gli extra veri li elenchiamo prima dell’iscrizione.

6. Chi è responsabile della sicurezza, 24 ore su 24?

Perché conta. Rapporto staff/ragazzi, supervisione notturna, gestione medica: sono le domande che nessuno fa a febbraio e tutti vorrebbero aver fatto a luglio.

La nostra risposta

Nei campus che proponiamo lo staff è presente 24 ore su 24 e esiste un protocollo per emergenze mediche. Prima della partenza vi diamo i recapiti: chi chiama lo studente, chi chiama la famiglia, chi risponde in Italia.

7. Cosa comprende davvero il prezzo?

Perché conta. Due preventivi uguali possono nascondere estati diverse: volo, transfer, assicurazione, gite, cauzioni. L’elenco scritto di incluso ed escluso vale più di ogni sconto.

La nostra risposta

Vi diamo l’elenco voce per voce, incluso ed escluso, prima della firma. E se un costo dipende dalla scelta (volo da città diverse, opzioni di corso), lo trovate scritto, non scoperto al saldo.

8. E se qualcosa va storto?

Perché conta. Nostalgia, un infortunio, un problema col gruppo: la differenza la fa chi prende in carico il caso, in che tempi, e cosa prevede il contratto per rientri e rimborsi.

La nostra risposta

C’è sempre un referente nostro raggiungibile e uno staff in loco. Le condizioni di annullamento e rientro sono nel contratto che leggete prima di firmare: chiedetecele, è la domanda che preferiamo.

9. Cosa resta dopo?

Perché conta. Una vacanza studio riuscita lascia tre cose: un salto di sicurezza nella lingua, autonomia, e la voglia di ripartire. Se c’è una certificazione, resta anche quella nel curriculum.

La nostra risposta

Al rientro sentiamo famiglia e ragazzo: cosa ha funzionato, cosa no, e se ha senso pensare al passo successivo — un’altra estate, o un periodo scolastico all’estero.

Il quadro completo delle formule, delle età e dei costi è nella guida alle vacanze studio all’estero; il catalogo dei programmi è nell’hub viaggi studio e programmi estivi. Per i camp di inglese: certificazioni linguistiche e la guida come scegliere un summer camp efficace. I prezzi, voce per voce: quanto costa una vacanza studio.

Portateci queste nove domande: rispondiamo volentieri, anche quando la risposta giusta non siamo noi.

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